Ranuccio Bianchi Bandinelli (1900-1975) fut un important archéologue et historien de l’art antique italien. Ses travaux ont privilégié l’art étrusque et romain. Son bilinguisme germanophone lui a permis d’obtenir une vision singulière de l’art antique. De même, ses convictions politiques, qui tendent vers le marxisme, ont été le moteur de son attention particulière au contexte social de l’œuvre d’art. Ce dernier fait le lien entre l’artiste et l’objet d’art. C’est autour des années 1940 que Bianchi Bandinelli propose une théorie qui se base sur la coexistence d’un art officiel et d’un art plébéien. De 1945 à 1947 il est nommé à la Direction générale des beaux-arts. C’est en 1967 qu’il fonde les Dialoghi di archeologia, revue sur l’antiquité qui avait une dimension historique, avec une volonté de davantage comprendre l’art d’hier. Ainsi, de nombreux chercheurs le citent comme un modèle pour la discipline de l’archéologie mais aussi comme un spécialiste de l’image qui accorda une place importante à l’historicité de l’art.
Les chercheurs l’ont approché de près ou de loin pendant leur cursus universitaire à travers notamment des enseignements d’archéologie et d’iconographie. Ses ouvrages ont aussi été formateurs pour plusieurs d’entre eux, plus jeunes ou vivant plus loin.
« Ce qui était le plus intéressant comme étudiant, c’était Ranuccio Bianchi Bandinelli, l’Univers des formes. » 1.1.4
« Nella specializzazione a Roma ho incontrato Bianchi Bandinelli, che era l'archeologo ante. […] Si faceva un concorso per avere la borsa di studio alla scuola di archeologia di Roma […] ed è lì che ho conosciuto Bianchi Bandinelli, che prima non lo conoscevo, che è rimasto colpito dal tema mio. » 1.1.1
Irene Bragantini March 2011
« Penso di essere stata molto fortunata, sia come ambiente in cui mi sono formata, sia come ambiente in cui sono andata a lavorare, [cioè] l'università di Roma negli anni in cui era appena passato Bianchi Bandinelli » 3.4.2
Paolo Moreno March 2010
« Ho seguito Ranuccio Bianchi Bandinelli alla Scuola Nazionale di Perfezionamento in Roma » 1.1.1
« È bello ricordarlo come una persona che ci ha insegnato a ragionare così [...] nello sviluppo del metodo. »1.1.2
Dans leur jeunesse, Paolo Moreno et Ida Baldassarre ont travaillé auprès de Ranuccio Bianchi Bandinelli pour la publication de l’Enciclopedia dell’Arte Antica classica e orientale.
Paolo Moreno March 2010
« Tornando a Roma, sempre con Bianchi Bandinelli ho cominciato concretamente a lavorare all'Enciclopedia italiana per voci di artisti greci e poi per storia e civiltà dei greci. E lì Bianchi Bandinelli ha avuto l'audacia e la generosità di darmi la scultura ellenistica e la pittura classica, e questo è stato fondamentale. Anche se io veramente ero riluttante, quindi chiesi, mi andai a trovare personalmente Bianchi Bandinelli » 1.1.2
« Bianchi Bandinelli aveva una grande passione anche dello stampare, lui aveva passione, aveva imparato addirittura a stampare […] a usare la macchina Linotype, e quindi a impaginare. Siccome la Enciclopedia la impaginava lui, mi ha dato come l'eleganza della pagina. » 1.2.2
« Direi anche che io sono stata a volte con Bianchi Bandinelli, che è andato via, perché Bianchi Bandinelli ha fatto il primo aggiornamento ma non gli altri. Ho sentito la differenza quando è venuto qui Carratelli[…]. Cioè, difatti Bianchi Bandinelli se n'è andato perché ha capito che poteva essere superata l'Enciclopedia, però era coerente, e qualsiasi inserimento avrebbe smembrato » 2.1.4
Les chercheurs insistent sur l’importance de l’historicité dans les travaux du savant, une approche en lien avec son engagement politique et sa volonté de conservation du patrimoine. Cette démarche ne réduisait pas son champ d’étude des œuvres à leur seul aspect artistique.
François Lissarrague November 2002
« Pour moi la plus importante et la plus progressiste, c'était la tradition italienne, Bandinelli évidemment. Sur l'historicité de l'art, en particulier. Mais c'est aussi parce que Bandinelli s'occupait de questions qui sont les nôtres. » 4.1
Marie-Christine Villanueva-Puig January 2011
« Ce qui m’a frappé ce sont les images décrites à l’intérieur d’une société. Elles étaient lisibles. Il y avait du mythe mais aussi de l’histoire de l’art. Par rapport à l’hellénisme traditionnel et ce qu’on enseignait en art grec, c’était totalement nouveau. Cet art c’était très différent. Georges Ville était conservateur au Louvre […] il citait beaucoup Bianchi Bandinelli et en avait une connaissance personnelle. » 1.1.2
« [Così è nato il rapporto con Bianchi Bandinelli con] una formazione storica e nello stesso tempo la forza che le immagini hanno, perché credo che anche questo professore di storia dell'arte ci aveva aperto molto mettendo insieme la letteratura, la storia, le immagini. » 1.1.1
Angela Pontrandolfo June 2003
« Era importante l'insegnamento di Bianchi Bandinelli, legato ad uno storicismo storiografico. Ma in quegli anni anche il problema dell'inserimento di tutte le dinamiche possibili in un obiettivo di una storia. E in quegli anni era forte il dibattito tra marxismo, la scoperta della cultura materiale, e il rapporto con le immagini e la proiezione della mentalità. » 1.1.5
Paolo Moreno March 2010
« Il momento del contatto con Bianchi Bandinelli è stato assolutamente risolutivo perché Bianchi Bandinelli in fondo era un iconologo. Attraverso l'immagine ricavava valori. Lui era orientato per una storia sociale dell'arte che anch'io coltivavo allora attraverso Lucacs, nella lettura che lui si proponeva e con altre. E lui stesso era passato da una formazione idealistica crociana a quella marxista e quindi alla persuasione che fosse prevalente l'influenza della situazione sociale sull'arte figurativa. Cosa che è indubbia. Solo che […] io non l'ho mai accolta in maniera globale, come del resto anche Bianchi Bandinelli che era estremamente elastico e colto. Quindi non è che era fanatico di una interpretazione. La spingeva, giustamente, avanti perché nel momento era ben poco praticata e quindi è rimasta anche il fondamento di molte mie ricerche. » 1.1.2
« Dopo il fascismo direi che un significato politico non si è dato, cioè si è dato nel modo di studiare perché con Bianchi Bandinelli, questo è il bello di Bianchi Bandinelli, che io per esempio ho ereditato il suo gusto per la storia dell'arte antica » 3.3.3
La vision de l’image et de l’art chez Ranuccio Bianchi Bandinelli passe par une compréhension du contexte historique et politique. Nous pouvons rappeler l’élaboration de son Diario di un borghese de 1948 qui traite notamment de questions d’histoire de l’art ancrée dans une culture. Angela Pontrandolfo évoque un polyèdre avec cette image de plusieurs faces qui se rencontrent pour faire comprendre l’importance d’une étude globale du contexte historique des œuvres.
Paolo Moreno March 2010
« Tutte le componenti formano il contesto, quindi volendo stabilire una sequenza logica, funzionale, io rimango ancorato anche ovviamente alla portata dell'insegnamento di Bianchi Bandinelli che valorizzava l'aspetto socio-economico, ma è indubbio il fatto che l'arte sia prodotta in funzione anche di questa componente. » 3.3.3
« Ho lavorato su immagini con un sistema di immagini selezionato che Bianchi Bandinelli mi propose per la prima volta, e quindi è un suo dato che io poi ho elaborato in modo diverso, […] nello sviluppo del metodo, ma di fronte al mio sgomento di affrontare poi in poche pagine la scultura ellenistica, lui mi dice semplicemente : “Prendi qualche monumento sicuro per datazione, conservazione, provenienza, a volte anche commissione, eccetera, e su quelle poche sicure fai una storia”. » 1.1.2
Marie-Christine Villanueva-Puig January 2011
« A l’École du Louvre, il y a eu une expérience du point de vue de l’iconographie dont je ne me suis jamais remise. Je n’ai pas commencé à réfléchir à cela au Centre Gernet, mais au cours de première année de l’Ecole du Louvre que j’ai eu, qui était le cours de Georges Ville (c’était la dernière année de sa vie). Il m’avait détourné des vases grecs pour me convertir à la mosaïque romaine. Son cours portait sur les mosaïques de Piazza Armerina. C’était un peu après un grand colloque sur la mosaïque à Paris. Son grand maître était Bandinelli et j’ai trouvé que la manière de faire de l’iconographie était complète. » 1.1.2
Angela Pontrandolfo June 2003
« La cosa che per me mi aiuta sempre è l'immagine di Bianchi Bandinelli dell'archeologia, perché l'archeologia per essere una scienza storica deve essere paragonata ad un poliedro. E un poliedro ha infinite facce. Ogni faccia deve essere letta per sé. Ma quante più facce ha il poliedro tanto più è globale. Allora io credo che il rapporto tra immagini e contesto è esattamente questo. Credo che sia esattamente quello. […] Lui l'ha scritto in una delle ultime cose che ha scritto prima di morire negli albi di archeologia. C'è questo bel parallelo con il poliedro che è una cosa che trovo importantissima. E lui la usa non solo per l'archeologia ma per la comprensione del mondo antico, e questo è il rapporto con i testi » 3.3.4
Bien que l’étude de l’image n’ait pas pour lui comme objet premier son caractère esthétique, Ranuccio Bianchi Bandinelli est connu pour avoir un intérêt fort pour l’esthétique.
Paolo Moreno March 2010
« Sono passato dalla sintesi [sulla pittura greca ]che Bianchi Bandinelli mi aveva proposto per Storia e civiltà dei greci, [alle pitture di Macedonia]. Bianchi Bandinelli mi aveva, imposto di capirle, di studiarle, di raccontarle, un poco perché effettivamente cominciai a capirle in qualche modo, in un modo che poi ho anche ovviamente mutato ed evoluto, ecco quello è stato...certamente le pitture di Macedonia sono state l'urto con un modo nuovo di fare l'immagine, cioè gli originali in pittura. » 1.1.3
« Mi ricordo che nella sua biblioteca privata mi mostrò che i suoi libri di storia dell'arte erano numerosi quanto quelli di archeologia » 1.1.2
« […] Bianchi Bandinelli ha fatto quel seminario […] su quei rilievi italici, in cui sparlava di spazio, di prospettiva, di modi, che era un modo per affrontare l'immagine. Quindi l'uso della tecnica dell'immagine […] era molto presente » 1.1.2
Question: “Lo stile è per forza legato all’estetica?”
« Perché cambia lo stile, è questo il problema di Bianchi Bandinelli. » 3.3.3
« Bianchi Bandinelli aveva un certo occhio […] Il mio rapporto con Bianchi Bandinelli, che più che all'università è stato all'Enciclopedia, è stato un rapporto stupendo ma di cui me ne accorgo solo adesso. […] Bianchi Bandinelli aveva una grande passione per la bellezza. [...] Ci metterei in quest'educazione all’immagine anche Bianchi Bandinelli il quale era, da perfetto senese, anche feroce contro chi non aveva il suo senso estetico. » 1.2.2.
À l’opposé de tout ce qui est abstrait et irrationnel, nous retrouvons dans les travaux de Ranuccio Bianchi Bandinelli un intérêt pour l’art réaliste qui est l’une des caractéristiques de l’art plébéien. Cet aspect est en corrélation avec son besoin de réalité historique pour les œuvres.
Paolo Moreno March 2010
« Bianchi Bandinelli aveva lavorato molto sui codici e anche sulle miniature e quindi quest'arte che riscopriva certi valori annullando la tradizione ellenistica quasi, lui la vedeva molto come dialettica, le svolte dell'arte romana, quella di Commodo, appunto, che è quella sostanzialmente espressionista, che quindi rinnega l'organicità classica, ellenistica. » 3.3.3
« Io ho scritto qualcosa su Bianchi Bandinelli. C'è stata una celebrazione di Bianchi Bandinelli e ognuno ha scelto un tema, e io ho fatto “Organicità e astrazione”, che è il più impeccabile degli articoli di Bianchi Bandinelli. […] Ha scritto perché ci voleva l'arte realistica e allora tutto ciò che era astratto era irrazionale, e quindi da eliminare. [...] [Nell’]'articolo di Bianchi Bandinelli “Arte plebea” [in l’Enciclopedia dell’Arte Antica], è vero che lui parla di arte plebea, ARTE plebea.[…] Lui abbia iniziato cercando di capire questo nodo che è la produzione figurativa, e lo interessava. É un interesse come tutti gli altri, che però abbia detto non più delle cose sbagliate ma sempre rimettendosi in discussione » 1.2.7
« Bianchi Bandinelli per il quale[…] più che l'immagine era il rifiuto di un atteggiamento irrazionale attribuito alle immagini astratte, che era una cosa un po' complicata. Fa una scelta di campo che coinvolgeva peraltro (solo esteriormente a questo punto) anche tutte le immagini bizantine che sono altrettanto astratte, in quanto irrazionali. C'era questo filone PC di realismo, realismo-socialista, l'errore nell'allontanarsi da questa realtà » 3.4.2